L’elettrocultura in breve

scritto da Andrea Donnoli

L’elettrocoltura è una tecnica che ha dello straordinario. Messa a punto a metà ottocento e purtroppo dimenticata, può essere una perfetta soluzione per implementare un design di permacultura.
Definizione e sviluppo dell’elettrocoltura

Secondo la definizione del dizionario, l’elettrocultura è “applicazione dell’elettricità all’agricoltura, allo scopo di migliorare ed aumentare la produzione”.

Nell’evoluzione storica di questa tecnica si possono identificare due approcci principali:

  1. Utilizzo di energie elettriche generate dall’uomo (esempio: Electricity in Agriculture and Horticulture – Prof- S. Lemstrom – 1904)
  2. Utilizzo di energie libere, naturali (esempio: Georges Lakhovsky – Le Onde Cosmiche ed i circuiti Oscillanti -1932 / Justin Etienne Christofleau – Electroculture – 1920)

Le esperienze con le energie elettriche generate dall’uomo possono essere utili come casi di studio ma, secondo i principi della permacultura, il lavoro attraverso energie libere e disponibili in natura è certamente preferibile, inoltre, i risultati ne danno notevole conferma e motivazione.

L’elettrocoltura è, in realtà, una tecnica molto più vasta. Comprende energie libere, magnetocultura (con utilizzo dei campi magnetici naturali) ed altre soluzioni basate sulle frequenze…si tratta decisamente di una nuova galassia da esplorare…

I risultati osservati

Tra il 1850 ed i giorni nostri oltre 600 scienziati in tutto il mondo hanno sperimentato, studiato e documentato gli effetti dei campi elettrici, magnetici, frequenziali sulle piante, evidenziando alcuni importanti aspetti:

  1. Le piante, i semi, gli animali, l’uomo, tutti gli ecosistemi sono influenzati dai campi elettrici e magnetici
  2. Lavorando all’interno di alcune soglie – di potenza e di tempo – si possono ottenere ottimi risultati:
    • Incremento dello sviluppo della pianta e di tutto il suo bio-ritmo / sistema immunitario, ne consegue: maggiore resilienza, zero trattamenti, resistenza alle gelate, resistenza alla siccità
    • Migliore produzione in termini quantitativi e qualitativi, su tutti i livelli: fiore, frutto, vegetazione
    • Incremento della percentuale di germinazione, riduzione dei tempi di sviluppo
    • Energia sempre disponibile, che nutre le forme vitali, quindi non è necessario aggiungere continuamente materia organica / nutrimento

In sintesi: molto meno lavoro per produrre di più quantitativamente ma soprattutto qualitativamente.
Provare per credere

Di fronte a queste affermazioni, la maggior parte delle persone potrà essere sbalordita, scettica o incredula, e posso tranquillamente confermare che fu la mia stessa reazione nel 2012, quando vidi per la prima volta alcuni video
sull’elettrocoltura.

Incuriosito verso le potenzialità di questa tecnica, a novembre 2012 anche se poco convinto, l’ho messa alla prova applicando un anello di Lakhovsky ad un acero malato. Colpito da un fungo e ormai prossimo alla morte, avevo già
previsto di tagliarlo. Se Georges Lakhovsky era stato in grado di curare i gerani dal tumore, potevo credere che avrei potuto salvare l’acero con lo stesso metodo.

Sorprendentemente, la primavera successiva l’albero riprese a vegetare in maniera rigogliosa e vigorosa, con colori stupendi. Questo evento è stato per me l’inizio di un percorso che si è integrato perfettamente con la realizzazione della mia prima food forest con un approccio di Permacultura. In pochi mesi ho fatto test e confronti inserendo i dispositivi su molte piante, per verificare la ripetitività dell’evento. Da allora ad oggi ho trattato oltre 6000 piante e gradualmente visto i risultati su migliaia di casi. Ho continuato poi ad estendere questo approccio, non solo sulle piante ma anche sugli animali, l’acqua ed altri sistemi biologici.

Il lavoro è appena iniziato

Continuando le sperimentazioni ho poi iniziato la ricerca di informazioni, arrivando ad alcuni documenti storici, provenienti un po’ da tutto il mondo, anche dall’Italia. Ho avuto modo di conoscere personalmente Yannick van Doorne, il numero 1 al mondo su questo argomento e, soprattutto, ho potuto sviluppare molti approcci sinergici con la permacultura.

Tra le motivazioni che mi spingono ci sono, oltre ad una grande volontà di autoproduzione di qualità, il mio amore per la natura, la condivisione, le soluzioni pulite e con meno input. Durante il mio cammino ho incontrato persone di grandissimo valore ed ho capito che la natura ci gratifica con risultati incoraggianti a procedere in questa ricerca. Esistono comunque moltissimi studi, ricerche, tesi delle facoltà di agraria di tutto il mondo, che confermano le osservazioni ed i risultati sopra raccontati.

Ti prego, quindi, di sospendere il giudizio, perché è un lavoro da pionieri, in cui abbiamo tutti molto da imparare e scoprire. Ognuno di noi può dare grande valore e feedback a questa ricerca, tenendo sempre ben a mente i principi che ci ha lasciato in eredità Bill Mollison…
Cattura e fai scorte di energia “Fai il fieno finchè il sole splende”

Possiamo migliorare la nostra vitalità utilizzando energia gratuita, proveniente dal sole, dal vento, dal campo magnetico terrestre, dagli agenti atmosferici e sempre disponibile. Inserendo più dispositivi, posso incrementare la vitalità a tutti i livelli : Piante, Animali, Uomo, Ecosistema. Il processo deve essere graduale. Applico, Osservo, Interagisco
Reagisci al cambiamento e usalo in modo creativo:   “bisogna imparare a vedere le cose non solo  come sono ma anche come saranno”

Nuovi scenari da esplorare. Alcuni sono già stati identificati durante le sperimentazioni ed osservazioni nel tempo, ma esiste tutto un mondo da creare e scoprire, anche per questo motivo l’elettrocoltura, oltre a risvegliare la curiosità e la creatività delle persone genera un grande stimolo di crescita personale, spesso spirituale.

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